F1 2018: il ritorno del Biscione

Conclusosi da poco il Mondiale di F1 2017, con i trionfi della Mercedes e di Hamilton, è già ora di parlare della prossima edizione. Saranno 21 le gare del calendario mondiale, con partenza il 25 marzo da Melbourne e gran finale il 25 novembre nella splendida cornice di Yas Marina ad Abu Dhabi. 

Rispetto al 2017 non verrà disputato il Gp della Malesia ma, torneranno quelli di Francia e Germania.

Nel 2018, anche se non ci saranno delle riforme strutturali così importanti come nella stagione precedente, le novità non mancheranno. Sotto il profilo tecnico da segnalare che il numero delle power unit nuove da usare nel corso della stagione scenderà a tre e che il consumo dell'olio motore dovrà risultare non superiore a 0,6 litri ogni 100 chilometri (contro l'1,2 del 2017). Una scelta che, sommata alla dichiarazione che ogni scuderia dovrà presentare prima di ogni GP circa il  quantitativo di olio presente sulla vettura, dovrebbe mettere a tacere le polemiche relative all'uso del lubrificante come combustibile per aumentare le prestazioni. Un'altra riforma è l'addio alle appendici aerodinamiche come le T-wing e le “Shark fin” ma, nel capitolo grandi novità entra di diritto il ritorno dell'Alfa Romeo.

Dell'abbinamento Alfa Romeo-Sauber si sapeva tutto da tempo. Qualche giorno fa abbiamo scoperto le uniche cose che mancavano: i colori della monoposto, il motore  e i piloti. Bene, la nuova Alfa Sauber F1 è completamente bianca dal muso all'abitacolo, mentre dal cupolone alla coda è rossa, con il logo del Biscione stilizzato in bianco. La curiosità è che sulla carrozzeria non ci sarà il classico quadrifoglio (presente in tutte le Alfa da corsa dal 1920). Una decisione motivata, tanto per cambiare, dalle regole del mercato: Alfa è anche sponsor Ferrari e il logo del quadrifoglio vale molto in fatto di sponsorizzazioni e Maranello, molto chiaramente, non vuole rinunciare a tutti quei soldi.

Il motore invece è dello stesso tipo della Ferrari (non ci sarà una sorta di  declassamento come successe nella partnership con Toro Rosso prima e Sauber poi con la fornitura di propulsori Ferrari di vecchia generazione).

Per quanto riguarda il capitolo piloti, se non c'era alcun dubbio sull'ingaggio dell'ottimo Charles Leclerc (neo campione del mondo in F2), per la seconda monoposto ha prevalso Markus Ericcson, che ha vinto il ballottaggio con il nostro Antonio Giovinazzi, che sarà la riserva  oltre che in Ferrari e in Sauber, anche in Haas.

Da sottolineare, a onor di cronaca, che lo svedese è legato a triplo filo con i padroni del Team in quanto è stato proprio il pilota a guidare la cordata di finanziatori che lo scorso anno avevano rilevato la proprietà dal fondatore Peter Sauber...