Roma ha sempre avuto un rapporto speciale con Carlo Verdone, e il 17 novembre 2025 questo legame simbolico è diventato ufficiale. In occasione dei suoi 75 anni, l’attore e regista romano è stato nominato “sindaco per un giorno”, un titolo onorario che la Capitale aveva concesso in passato solo a un altro simbolo della romanità: Alberto Sordi. Un gesto che conferma quanto Verdone sia ormai parte integrante della memoria emotiva della città.
Un ingresso trionfale in Campidoglio
La giornata è iniziata al Palazzo Senatorio, dove Verdone è salito le storiche scale accolto dalla banda della Polizia Locale, impegnata in una versione solenne della colonna sonora di Un sacco bello. Un momento quasi cinematografico, che ha trasformato per qualche minuto il Campidoglio in un set a cielo aperto.
Ad accoglierlo, il sindaco Roberto Gualtieri e la Giunta. Con loro Verdone ha partecipato a una riunione istituzionale nella Sala delle Bandiere, durante la quale sono state approvate alcune memorie simbolicamente attribuite al “sindaco per un giorno”.
Un tour nella Roma reale
Se il centro di Roma è lo scenario più riconoscibile dei suoi film, il Verdone amministratore per un giorno ha voluto guardare altrove, verso le periferie che lui stesso definisce «la parte più fragile della città». Prima tappa: Villa Gordiani, per inaugurare un’area giochi dedicata ai bambini del quartiere. Poi il Parco di Centocelle, oggi al centro di un importante progetto di riqualificazione.
Tra un incontro e l’altro, l’artista ha condiviso alcune idee molto “verdoniane”: una proposta è quella di istituire un mercatino domenicale di libri, vinili e oggetti culturali nella zona tra via Veneto e Villa Borghese, un luogo che per lui rappresenta la Roma elegante ma accessibile, fatta di passeggiate, cinema e curiosità.
Il pranzo è avvenuto al centro anziani della Storta, in un clima di familiarità tipicamente romano, mentre nel pomeriggio la visita si è spostata nel quadrante nord, verso Tragliatella, dove Verdone ha incontrato i cittadini direttamente nei cantieri delle nuove fognature.
Roma tra affetto e problemi irrisolti
Come sindaco “in prestito”, Verdone non ha perso l’occasione per riflettere sulle criticità della Capitale. Al primo posto, il traffico, che definisce «il problema più grande», seguito dalla manutenzione stradale e dalla scarsa illuminazione in alcune zone. Non manca un accenno alla burocrazia, da lui descritta come uno dei mali più persistenti della città, anche se riconosce che su alcuni fronti – come il rifacimento delle strade – «negli ultimi anni qualcosa è migliorato».
Ma dietro le analisi emerge sempre un sentimento genuino: Verdone parla di Roma come di «una grande madre», una città che punisce e perdona, stanca ma generosa, imperfetta ma inconfondibile.
L’abbraccio finale della città
La giornata si è conclusa di nuovo al Campidoglio, nella Sala Giulio Cesare, con una seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina. Qui Verdone ha ricevuto la Lupa Capitolina, la massima onorificenza cittadina, suggellando un tributo che è anche un atto d’amore della città verso uno dei suoi figli più rappresentativi.
Un simbolo che diventa racconto
Carlo Verdone sindaco per un giorno non è solo un evento celebrativo: è la conferma che certi artisti diventano parte del DNA delle città che li vedono nascere. Roma non ha restituito solo un onore, ma un ruolo: quello di interprete e narratore della sua identità.
E per 24 ore, la città e il suo regista hanno camminato insieme, raccontandosi ancora una volta.
Foto da www.roma.repubblica.it














