Gli Ingredienti Esotici da Scoprire

Gli Ingredienti Esotici da Scoprire

By / Enogastronomia / Tuesday, 23 January 2018 09:19

Col passare degli anni, ci stiamo abituando a una vera e propria invasione di cibi che poco hanno a che vedere con il nostro patrimonio gastronomico. Sugli scaffali dei tanti supermercati stiamo iniziando a prendere confidenza con alcuni ingredienti davvero originali.

Ne abbiamo scelti una decina, alcuni più conosciuti altri sconosciuti a molti. E allora, con un pizzico di curiosità, vediamo con quanti e quali hanno dimestichezza i lettori de “Il Maestrale”...Siete pronti? Iniziamo.

Pak choi: Si tratta di un ortaggio, il cui nome tradisce l'evidente origine orientale. Viene chiamato anche Cavolo cinese e il suo leggero sapore lo rende perfetto per molte ricette, essendo parecchie anche le possibilità di cottura, dal forno alla padella passando dal vapore. Di primo acchito, richiama alla memoria le foglie delle bietole sia per colore che per struttura.

Kiwano: Chiamato anche Melone cornuto, è formato al suo interno da una polpa gelatinosa che ricorda vagamente il frutto della passione. Il gusto a seconda del grado di maturazione passa dall'acido, simil cetriolo, ad un dolce tipo banana. Si mangia crudo al naturale o abbinato ad antipasti e insalate. Il succo viene adoperato come base per cocktail. Il colore è arancione e ha sulla superficie della buccia delle protuberanze che ricordano delle spine.

Pomelo: E' un agrume, proveniente anch'esso dall'oriente. Si consuma come frutto al naturale o ricavarne un succo per guarnire alcuni tipi di pesce o di carne. Il sapore è pressoché identico a quello del pompelmo. La buccia, verdina o rosata, è molto spessa.

Kumquat: Il nome da noi più comune è quello di mandarini cinese. Si usa per preparare confetture, canditi, torte e per profumare il pesce al forno. Il colore, come i mandarini più comuni, è arancione e dolce è il sapore.

Daikon: Un altro prodotto proveniente da est, molto usato nella cucina giapponese, è questo ortaggio simile a una  grande carota. Avendo un sapore tipo quello del ravanello, si usa per lo più crudo ma esistono varianti che lo vedono saltato in padella o cotto al forno. Il colore è solitamente bianco ma, esiste anche la versione nera.

Alchechengi: usato fin dall'antichità per le sue proprietà medicinali (contro i calcoli renali e come diuretico), si presenta come un calice, simile a una lanterna arancione, al cui interno si trova la bacca.  Essendo di facile coltivazione si è sviluppato in molte zone del'Asia e dell'Europa. Spesso lo si consuma ricoperto di cioccolato o all'interno di torte e marmellate. I più audaci ne fanno un sugo per risotti.

Eddo: Chiudiamo l'elenco degli ingredienti di chiara matrice orientale con questo tubero chiamato anche Patata cinese, il cui sapore delicato ci fa tornare alla mente il gusto della frutta secca. L'utilizzo più comune è assieme a carne di maiale o legumi. Tanti lo usano tagliato a dadini nelle zuppe. Esteticamente l'unica differenza rispetto alla patata è la colorazione un po' più scura della buccia.

Cassava: La versione americana dell'Eddo orientale è questo tubero originario del Centro America. L'utilizzo è praticamente il medesimo delle patate anche se forma e colore sono leggermente diverse. Una ricetta tipica è all'interno di un particolare stufato di pesce detto Calulu.

Pepino: dal Sud America arriva invece questo frutto dal sapore simile a quello del melone. La polpa si presenta morbida e profumata. Date queste caratteristiche non è difficile pensare di utilizzarlo al naturale o aggiunto sia a dei piatti freddi, come alcune insalate, che a piatti a base di pesce.

Mangoustine: é un frutto coltivato praticamente in tutte le aree tropicali del pianeta. La bianca polpa, divisa in spicchi, ha un gusto molto dolce. La sua naturale destinazione è all'interno di dessert o di freschi sorbetti. Esteticamente ha un aspetto tondeggiante ed è di colore viola. La curiosità è che di questo frutto si usa tutto. I semi si mangiano arrostiti, la buccia si usa per la preparazione di tisane e le foglie si aggiungono alla cottura del pesce. 

 

 

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