Patente Progressiva: Cos'è e perchè serve anche in Italia

Patente Progressiva: Cos'è e perchè serve anche in Italia

By / Auto & Motori / Monday, 02 July 2018 06:43

Gli ultimi dati non lasciano alcun dubbio: Nei 28 paesi dell'UE, la principale causa di morte nella fascia tra i 20 e i 29 anni sono gli incidenti stradali (nel 2016 nella sola Italia, sono stati registrati ben 418 morti e 45.924 feriti).

A incidere negativamente su questa fascia di guidatori, sono più fattori: la distrazione e l'utilizzo dello smartphone, la particolare percezione dei rischi e non ultima, ovviamente, la scarsa esperienza. Ed è proprio in virtù di questi dati che alcuni paesi, su tutti l'avanguardista Norvegia, hanno introdotto all'interno del proprio ordinamento la cosiddetta patente progressiva.

In queste nazioni le prime lezioni di guida vengono effettuate già attorno ai sedici/diciassette anni con guida accompagnata. A 18 anni, dopo aver conseguito la patente, i giovani piloti devono sottostare, a periodi prefissati, a richiami per la verifica delle capacità acquisite.

In Italia purtroppo, come sottolinea la professoressa Maria Rita Ciceri, direttrice dell'unità di Ricerca psicologica del traffico, “dopo la patente non esiste alcun dispositivo per continuare a lavorare sulla sicurezza dei “novice driver”, ovvero coloro che hanno da poco conseguito la patente e rappresentano una categoria particolarmente a rischio. La proposta della patente progressiva va nella direzione di valutare nuove misure per colmare questo deficit”.

Prosegue la ricercatrice, “Finora il lavoro di prevenzione dell'incidentalità stradale da parte dei governi si è concentrato per lo più sulla riduzione della velocità, del consumo di alcol e sulla sensibilizzazione dell'uso della cintura di sicurezza. E' arrivato il momento di proporre l'introduzione di ulteriori misure di sicurezza, tra cui appunto l'applicazione, anche da noi, di una sorta di patente progressiva”.

Del resto, nei Paesi in cui già si utilizzano strategie simili, i primi dati sono assolutamente incoraggianti: In Norvegia il numero dei morti tra i giovani autisti è sceso di oltre il 70%, passando dai 49 del 2016 ai 13 di tutto il 2017 e in Australia, tra i neopatentati al primo anno di guida, i morti sono calati del 31%.

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