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Il Caso delle Targhe Straniere…

Il fenomeno delle auto con targhe straniere, che circolano in Italia e che vengono guidate da italiani, è ormai sotto gli occhi di tutti. Chi adotta questa pratica fuorilegge gode purtroppo di parecchi vantaggi: Il primo è la difficoltà, da parte degli organi competenti, a comminare e riscuotere le multe; il secondo e che non vi è l’obbligo di pagare il Bollo

infine, Dulcis in fundo, si può agevolmente bypassare l’onere dell’assicurazione italiana e dei relativi premi decisamente alti rispetto alla media europea.

Oltre a tutti questi benefici, vi è anche quello di fuggire dal famigerato, per alcuni, Redditometro. Ma, finalmente, qualcosa si muove nel campo dei controlli e delle applicazioni di leggi troppo spesso ignorate.

Innanzitutto il Codice della strada, articolo 132 comma 1, specifica che questi tipi di veicoli possono circolare per un massimo di 12 mesi: se infatti un auto immatricolata all’estero non viene nuovamente registrata in Italia entro un anno, scatta una sanzione che va dagli 84 ai 335 euro. Con l’accertamento della violazione scatta in automatico il ritiro della carta di circolazione per 30 giorni e comunque per il tempo necessario a sbrigare tutte le procedure burocratiche. Una pena sicuramente troppo bassa e troppo iniqua rispetto alle agevolazioni truffaldine godute dai furbetti, ma che almeno negli ultimo periodo ha visto le prime applicazioni.

La sentenza 265 del 20 dicembre 2017, emessa da un Giudice di Pace in provincia di Modena, ha confermato la sanzione ai danni di un conducente reo di non aver re-immatricolato la propria auto nei tempi previsti. Ma come si fa a stabilire con certezza la data di ingresso nel nostro Paese del veicolo? Se il proprietario è straniero, tendenzialmente si risale alla data del trasferimento della residenza. Per tutti gli altri ( stranieri senza residenza o italiani) è chiaramente più complicato. Si può risalire, per esempio, se il proprietario del mezzo ha subito controlli su strada o multe: in questi casi generalmente, gli organi giudicanti fanno decorrere l’inizio della circolazione del veicolo dal giorno prima delle verifiche o delle sanzioni.

Toccherà eventualmente al titolare dimostrare, in seguito, il contrario.

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