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Stop all’Oceano di Plastica

Si è conclusa a Strasburgo l’importante riunione plenaria relativa alla lotta contro i rifiuti plastici. Si tratta della prima (finalmente!) strategia europea che dovrà portare il vecchio continente, entro il 2030, ad adottare un riciclo pressoché totale di questo materiale, con la creazione in parallelo di ben 200.000 nuovi posti di lavoro. 

Arrivare a un obbiettivo così impegnativo non sarà facile ma, l’idea è quella di partire con il piede giusto e di iniziare quindi con una politica che, attraverso l’introduzione di una tassa, ne limiti i consumi.

Un sistema che nel mondo ha sempre dato ottimi risultati: In Irlanda, per esempio, l’introduzione di una tassa di circa 15 centesimi di euro sui sacchetti di plastica, ha fatto crollare del 94% il mercato; successivamente in Galles, una “plastax” di 5 penny, ha tagliato del 96% il consumo. Non solo Europa. Sono infatti molti i paesi africani che hanno già intrapreso strategie analoghe, giungendo a ottimi risultati. Addirittura nella lontana Asia, e più precisamente in Bangladesh, le autorità locali, hanno messo definitivamente al bando questi sacchetti perché, essendo la Nazione soggetta a inondazioni, creavano dei veri e propri “tappi” che non permettevano il regolare deflusso delle acque. Stessa scelta è già stata mutuata anche dai governi indiano, brasiliano, messicano, marocchino e in tanti altri paesi del Pianeta. In Olanda, dal 2016 hanno lasciato la possibilità di usare i sacchetti di plastica solo per i cibi sfusi per evitare contaminazioni, ma hanno imposto un prezzo di 25 centesimi cadauno. Infine, da segnalare che negli USA, in cui 12 milioni di barili di petrolio vengono usati ogni anno per la fabbricazione di questi sacchetti, la maggioranza degli Stati ne ha vietato l’uso.

Tornando alle strategie della UE, contemporaneamente all’introduzione della tassa, saranno stanziati almeno 100 milioni di dollari per la ricerca e verranno ostracizzate, attraverso politiche ad hoc, le dannose microplastiche.

In buona sostanza sarà il potenziamento del riciclo la grande scommessa del futuro per un mondo che, produce 300 milioni di tonnellate di plastica e che ne ricicla solo il 15%. Riuscire a riconvertire il restante 85% frutterebbe soldi, posti di lavoro e, soprattutto un enorme beneficio ambientale: Evitare infatti che la plastica finisca nelle varie discariche, da dove poi passa in grande quantità nei fiumi e nei mari (andando a inquinare terreni, flora, fauna e quindi anche noi consumatori), è il grande traguardo posto e assolutamente da raggiungere.

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